Il parroco di Caivano, noto per il suo impegno contro la camorra, visita l’uomo accusato dell’omicidio del sindaco Vassallo Don Maurizio Patriciello, figura simbolo della lotta alla camorra a Caivano, ha fatto visita in carcere al colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, accusato dell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Un gesto che ha suscitato reazioni contrastanti, data la nota posizione del sacerdote contro le istituzioni corrotte.
Un incontro di conforto e fede
La visita, descritta come un “colloquio pieno di umanità e commozione”, è stata autorizzata dal Gip di Salerno. Don Patriciello, che in passato aveva espresso dure critiche nei confronti di altri esponenti delle forze dell’ordine coinvolti nel caso Vassallo, ha scelto di non commentare l’incontro, definendolo parte della sfera privata dei rapporti tra un sacerdote e un fedele.
Reazioni contrastanti e sostegno
Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso, ha interpretato la visita come un messaggio di cristianità e sostegno umano, piuttosto che un segnale innocentista. La famiglia di Cagnazzo ha espresso gratitudine per il gesto di Don Patriciello, sottolineando il valore della fede e della speranza in un momento difficile.
Un caso complesso e controverso
Il colonnello Cagnazzo è accusato di aver ucciso il sindaco Vassallo nel 2010 per proteggere un traffico di droga. Un’accusa grave che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e le istituzioni. La difesa di Cagnazzo, guidata dall’avvocato Ilaria Criscuolo, ha dichiarato di voler arrivare al più presto al processo per dimostrare l’innocenza del suo assistito.
Un gesto che interroga
La visita di Don Patriciello a Cagnazzo solleva interrogativi sulla complessità del perdono e della giustizia. Un gesto che, pur nella sua umanità, non manca di suscitare dibattito e riflessione.