“Una scoperta che consente di dettagliare ed allargare quello che si conosce in merito alla Necropoli di Padula”. La definisce così la Soprintendente ABAP Salerno-Avellino, Raffaella Bonaudo, l’eccezionale scoperta avvenuta a Padula: una necropoli del IV secolo A. C. che ha riportato alla luce circa 200 reperti archeologici, rinvenuti durante i lavori di un cantiere edile, di notevole valore storico e il cui valore economico supera il miliardo di euro.
Tra i reperti un unicum per il Vallo di Diano
Una lastra di terracotta rappresentante un uomo a cavallo. Si tratta soprattutto di oggetti appartenenti ai corredi funerari delle antiche sepolture. Molte di queste tombe sono ancora integre e contengono ricchi corredi funerari, tra cui vasellame di pregio policromo, parte del quale potrebbe essere decorato dal celebre ceramografo greco Assteas, attivo a Paestum intorno al 350-330 a.C.
Materiale sotto sequestro
Il materiale recuperato, così come l’intera area ancora sotto sequestro, sarà oggetto di ulteriori indagini scientifiche da parte della Soprintendenza competente, in collaborazione con la Procura di Lagonegro e il Nucleo TPC di Napoli. Queste indagini mirano a determinare l’entità dei danni arrecati al sito, che hanno già portato alla denuncia di 4 persone, e a stabilire l’esatta estensione della necropoli, attualmente sottoposta a un attento controllo e vigilanza da parte dell’Arma territoriale di Salerno e Sala Consilina.