Resti di rocce, ormai frammentate, posidonia estirpata. È questo lo scenario che si presenta agli occhi dei sub che hanno effettuato un’immersione nell’area di San Francesco ad Agropoli, dove una chiatta avrebbe eseguito lavori sul fondale per avvicinarsi alla costa. Le immagini di Vincenzo Borrelli, del Diving Yoghi, non lasciano spazio ad interpretazioni. Contrariamente a quelle che erano state le rassicurazioni il fondo della baia sarebbe stato intaccato e modificato. Sul caso indaga la procura della Repubblica di Vallo della Lucania, ma intanto non si arrestano le polemiche.
La posizione del WWF
Ad intervenire sul caso anche Piernazario Antelmo dell’associazione Wwf Silentum. “I lavori nell’area di pertinenza del demanio marittimo, in località San Francesco, visti i vincoli posti dalla Zona di protezione speciale, dal sito all’interno del Parco Nazionale del Cilento- Diano Zona “C2” e dal Puc di Agropoli zona “E2”, non potevano essere realizzati e portati a termine in quelle modalità”, dice. L’associazione Wwf Silentum, è venuta in possesso degli atti di cui aveva fatto richiesta ed ora attende le decisioni della magistratura.
Laconico il commento finale: “Quello che purtroppo resta è il grave danno ambientale in un’area simbolo per la Comunità Agropolese, ormai diventata iconica, lo scoglio di San Francesco. Per Antelmo il danno è ormai irreparabile”.