Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla realizzazione di impianti a biomasse nel territorio del Cilento, con particolare riferimento a quelli previsti a Capaccio Paestum e Ogliastro Cilento.
Un’opportunità con delle incognite
Cammarano riconosce il potenziale degli impianti a biomasse per la produzione di energia rinnovabile da sottoprodotti organici, ma sottolinea la necessità di valutare attentamente le dimensioni e l’impatto di tali strutture sul territorio.
Preoccupazioni per le dimensioni e l’impatto
Nel caso specifico degli impianti di Capaccio Paestum e Ogliastro Cilento, il consigliere regionale esprime dubbi significativi. L’impianto di Capaccio Paestum, con una capacità di 500 Sm3/h, si estenderà su 13 ettari e mezzo di terreno agricolo e tratterà 209.000 tonnellate di sottoprodotti all’anno. Cammarano evidenzia come queste dimensioni lo rendano più simile a un impianto chimico che agricolo, suggerendone una localizzazione più appropriata in aree industriali.
Anche l’impianto di Ogliastro Cilento, che occuperà 4 ettari di terreno, desta preoccupazione per le sue dimensioni e per la quantità di prodotti non meglio specificati che andrà a smaltire (125.000 tonnellate/anno).
Il rischio di una concentrazione eccessiva
Un’ulteriore criticità sollevata da Cammarano è la concentrazione di impianti di biogas e biometano nel Cilento. Con la realizzazione dei progetti di Capaccio Paestum e Ogliastro Cilento, si arriverebbe a un totale di 7 impianti in un raggio di pochi chilometri quadrati, con il rischio di sovraccaricare l’area e compromettere la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini.
La necessità di una pianificazione sostenibile
Cammarano sottolinea l’importanza di una pianificazione del territorio che tenga conto delle reali necessità e potenzialità del territorio, evitando la concentrazione eccessiva di impianti in determinate aree. Ogni progetto deve essere valutato non solo in base ai benefici energetici ed economici, ma anche considerando gli effetti a lungo termine sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Le azioni intraprese
Dopo aver informato i sindaci interessati, Cammarano ha inviato delle PEC agli enti competenti (Provincia di Salerno, Genio Civile, Vigili del Fuoco, Autorità di Bacino, ARPAC, ASL, EIC, Consorzio di Bonifica, Regione Campania e Soprintendenza) per chiedere chiarimenti e sollecitare controlli.
Il supporto del comitato cittadino
Cammarano ringrazia il Comitato cittadino “Le 5 Terre”, Michele Contegiacomo ed Ernesto Franco per il loro supporto e per aver contribuito a sensibilizzare le istituzioni verso una gestione più consapevole e sostenibile del territorio.