Cilento

Cilento in festa: domani si celebra Santa Barbara

Cilento in festa per Santa Barbara, celebrata in diverse comunità del comprensorio. Ecco storia e origini del culto

Concepita Sica

4 Dicembre 2023

Santa Barbara Copersito

Festeggiata in diverse comunità cilentane, è una delle sante più venerate al mondo. Protettrice dei vigili del fuoco, degli artificieri e dei minatori, la Santa è invocata come protettrice contro i fulmini, le tempeste, le esplosioni e la morte improvvisa.

Alcuni detti popolari legano le condizioni metereologiche di questo giorno a quelle del 25 dicembre, ossia di Natale, per dire che come è il tempo nel giorno di Santa Barbara, così sarà nel giorno di Natale:

Come Barbarea, accussì Natalea”, oppure “Come vai Barbarella accussì vai Natalella”.

La storia

Santa Barbara nacque nel 273 d.C. a Nicomedia, oggi Izmit in Turchia. Il padre, Dioscoro, era uno stretto collaboratore dell’imperatore Massimiano Eraculeo, nonché crudelissimo persecutore dei cristiani.

La ragazza ricevette una solida istruzione e questo le consentì, in seguito, di avere una buona conoscenza dei misteri cristiani. Il padre fece costruire una torre per rinchiudervi la figlia, poiché, a motivo della sua bellezza, moltissimi pretendenti la chiedevano in sposa. La giovane, però, in cuor suo, aveva espresso il desiderio di consacrarsi a Dio.

Prima di entrare nella torre volle diventare cristiana, si recò nei pressi di una piscina vicino alla torre e lì si battezzò da sola, immergendosi nell’acqua per tre volte e pronunciando le parole: “Battezzasi Barbara nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

La torre fatta costruire dal padre aveva soltanto due finestre, Barbara ne volle far realizzare una terza in onore della Santissima Trinità.

Quando il padre, pagano e persecutore dei cristiani, venne a conoscere che la figlia aveva abbracciato la fede cristiana andò su tutte le furie e decise di ucciderla; ma ella, passando miracolosamente attraverso i muri della torre, riuscì a fuggire. Venne poi catturata e fu il padre stesso a condurla al cospetto del magistrato per l’interrogatorio.

Il prefetto Marciano cercò di convincere la  ragazza ad abiurare la fede cristiana ma ella non solo difese il proprio credo, altresì esortò il padre, il prefetto e tutti i presenti a ripudiare la fede pagana e ad abbracciare la fede cristiana.

Visti gli inutili tentativi verbali di persuasione il magistrato decise di usare le maniere dure e ordinò che Barbara venisse tormentata facendo avvolgere il corpo in panni rozzi e ruvidi al punto da farla sanguinare. Durante la notte la giovane ebbe una visione in seguito alla quale ella venne guarita.

Il giorno dopo il prefetto la sottopose ad altri e più crudeli supplizi, facendo mettere delle piastre di ferro rovente sul corpo della ragazza, mentre ai suoi fianchi fece accendere delle fiamme per tormentarla. Barbara uscì indenne anche da queste torture. Allora venne condannata ad essere flagellata e poi a girare nuda per le strade della città, ma al suo ritorno ella era miracolosamente sana e vestita. Infine venne condannata alla pena della decapitazione.

Il giorno 4 dicembre del 290 fu il padre stesso a farle da carnefice: con insana ferocia il genitore vibrò il colpo di spada con il quale decapitò la figlia. Nel momento in cui la testa della ragazza cadeva al suolo un fulmine a ciel sereno si abbatté sull’uomo uccidendolo all’istante.

Per questo motivo Santa Barbara, martirizzata per la sua fede, è invocata contro i pericoli dei fulmini, delle armi e delle morti improvvise.

Il culto

Nel VI secolo l’imperatore Giustino fece trasferire a Costantinopoli le reliquie della santa martire. Qualche secolo più tardi vennero trasferite a Venezia e collocate nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Torcello, da cui poi vennero trasferite e poste nella chiesa di san Martino a Burano.

Tracce del culto di Santa Barbara si trovano in Toscana, in Umbria, nel Lazio, in Campania. Diffusissimo è in Sardegna, dove numerose chiese, cappelle, località, miniere, piazze, cantieri, gallerie, sono dedicati alla Santa.

Il suo culto conobbe una grande popolarità nel Medioevo, grazie alla Legenda Aurea.

Santa Barbara viene raffigurata vestita con abiti di lusso, sovente di colore rosso, forse per ricordare sia le sue origini agiate  che il suo martirio, con in mano una torre con tre finestre, richiamando così la torre in cui venne rinchiusa dal padre.

Altre volte è raffigurata con la spada sorretta dalla mano sinistra, con evidente riferimento all’arnese che ne causò la morte ed un calice con l’ostia nella mano destra, che richiama la necessità di ricevere la comunione per essere in grazia di Dio (Santa Barbara e Santa Chiara sono, tra i santi, le uniche ad avere l’ostia nelle raffigurazioni sacre).

La festa

La festa di Santa Barbara viene celebrata il 4 dicembre in diverse comunità cilentane. A Salento viene festeggiata anche il 29 luglio per ricordare lo scampato pericolo della comunità in seguito al bombardamento avvenuto nella notte tra il 28 ed il 29 luglio del 1943. Arei alleati, probabilmente scambiando il paese per un avamposto nemico, lanciarono sul centro abitato un massiccio bombardamento. Nonostante il paese fosse stato completamente raso al suolo, non ci fu alcun ferito e la salvezza venne attribuita alla materna protezione di Santa Barbara, fortemente venerata nella comunità.

“Santa Barbara ìa ppe mari,

non se bbunìa né s’abbagnava.

Re scondao la Madre re Ddio:

“Che bbai facenno, Barbara mia?”

“Vao parànno tuoni e lambi

e Ddio nne sàleva a tutti quanti”.

(tradizionale poesia cilentana tratta dal libro di Rosa Sica, Memorie cilentane).

L’intercessione di Santa Barbara tenga lontani dalle nostre comunità i tanti lampi che minacciano le nostre vite (malattie, pericoli fisici e spirituali).

Iscriviti al canale WhatsApp

Resta sempre aggiornato, iscriviti al canale WhatsApp di InfoCilento

Potrebbe interessarti anche

Cilento, nasce il “Turismo del Silenzio”: giovani OMCTI valorizzano il territorio

Il Cilento si prepara ad accogliere il "Turismo del Silenzio", un progetto innovativo che punta a valorizzare il territorio attraverso la riscoperta di tradizioni, storia, cultura ed enogastronomia

Capaccio Paestum, frontale sulla SS18: sei coinvolti e due feriti, traffico in tilt

Ancora un incidente nei pressi dello svincolo per Cafasso, coinvolti un militare e cinque operai

Violento incidente a Policastro Bussentino: due le auto coinvolte

Lo scontro ha coinvolto due autovetture: una Fiat Panda con a bordo una 63enne di Roccagloriosa e una Fiat Idea con alla guida un 80enne di Torre Orsaia

Sapri, chiusura punto nascita: Comitato chiede chiarimenti | VIDEO

Un nuovo incontro, per salvare il punto nascite dell'ospedale "Immacolata" di Sapri, si è tenuto ieri presso la sede di Golfo trek

Agropoli. Dal 12 aprile la Mostra “Ecce Homo” nella Cappella dell’Addolorata

La mostra, che verrà inaugurata il prossimo sabato 5 aprile alle ore 18.00 presso la Cappella dell’Addolorata

Vito Rizzo

03/04/2025

Elezioni provinciali: il candidato del centrodestra, Giuseppe Rinaldi, in visita a Policastro | VIDEO

Fermento nella provincia di Salerno per le elezioni che si terranno domenica 6 aprile

Giustizia tra riforme e prospettive, a Salerno incontro con il ministro Nordio

Questa mattina incontro presso l'aula maga della Corte d'Appello di Salerno. Convegno dal titolo “Giustizia, tra riforme e prospettive”

Delitto Nowak a Castellabate, il compagno non ci sta: sciopero della fame per essere ascoltato in Procura

Il compagno Kai Dausel, accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere, ha iniziato uno sciopero della fame direttamente dal carcere di Ariano Irpino in cui è detenuto dallo scorso dicembre

«Pietro è con noi»: la speranza durante la fiaccolata, poi la terribile notizia. Il dolore nella comunità di Capaccio | VIDEO

Una comunità in lutto per la scomparsa del 15enne. «Affrontando insieme il dolore, potremo far sì che Pietro viva sempre nei nostri cuori»

Torna alla home