Cilento

In ricordo di Domenico Chieffallo: le brigantesse del Cilento

Pagine di storia

Letizia Nunziata

28 Marzo 2021

Domenico Chieffallo nasce a Nicastro (ora Lametia Terme) in Calabria, nel 1934.  Nonostante le origini calabresi , il dott. Chieffallo si è dichiarato figlio adottivo del Cilento: nel corso della propria vita, ha acquisito il ruolo di storico del meridione d’Italia, indagando sulle profonde radici storiche del territorio cilentano approfondendo segreti, storia e cultura. Proprio come storico, Chieffallo  ha pubblicato opere storiografiche sul  Cilento: tra le tante “Cilento: contadini, galantuomini e briganti” edito nel 1989, “Cilento oltre oceano” edito nel 1994, “Cilento e mezzogiorno” e “Novecento cilentano”.

Tra i suoi scritti spicca la raccolta di lettere dei emigranti pubblicate nel libro “Venimos de la noche y hacia la noce vamos” dove raccontata due secoli di emigrazione che mai era stata documentata dalla storia ufficiale.

Un leitmotiv della ricerca storica di Domenico Chieffallo è la questione del Brigantaggio, le lotte dei contadini e la minuziosa descrizione della realtà rurale che li circondava.

Nel 2011, edito dal “Centro di Promozione Culturale per il Cilento” , il dott. Chieffallo pubblica un libro dal titolo “Le brigantesse nel Cilento. Socioantropoanalisi di un fenomeno di ribellismo femminile nel periodo post Unitario”. All’interno di tale libro vi sono anche alcune illustrazioni di Maria Rosaria Verrone.

Nel periodo post Unitario, le donne hanno subito una vera e propria metamorfosi: le  contadine si sono trasformate in brigantesse, dando vita ad un fenomeno di ribellismo femminile. Lo stesso autore, sulla natura del Brigantaggio femminile nel Cilento dirà che: “ Una esatta individuazione del brigantaggio femminile nel Cilento non è di facile attuazione sia per la scarsità delle fonti documentaristiche, sia perché l’argomento, che di per sé si presta a visioni oleografiche e ad immagini stereotipate, ha suscitato nel tempo più la fantasia che non obbiettive riflessioni” .

Dopo aver narrato della metamorfosi da contadine a brigantesse, nel capitolo terzo , l’autore prosegue con la descrizione della donna all’epoca della conseguita Unità della Nazione nella realtà contadina cilentana, la quale versava in una dimensione di assoluta precarietà esistenziale. La donna aveva il ruolo, seconda la tradizione , di moglie e madre e nella divisione del lavoro sociale era soggetta a discriminazione , dunque niente più del Brigantaggio avrebbe consentito di perseguitare coloro che incarnavano l’essenza stessa di una società che volevano distruggere. Una sorta di vendetta che per le donne rappresentava il riscatto di una certa condizione .

Chieffallo racconta di alcune Brigantesse che per sottrarsi alla cattura s’imbarcarono nel porto di Napoli. In conclusione Chieffallo scrive: “Donne dalle grandi passioni sapevano lottare contro gli oppressori del popolo. Rubavano ai ricchi per dare ai poveri. Giustizia e libertà era il loro motto. Così la leggenda aveva trasfigurato le protagoniste di quella tragedia che fu il brigantaggio.” 

Domenico Chieffallo ha collaborato con riviste quali “il Cilento Nuovo” e il “Mensile” di cui è stato fondatore e inoltre il comune di Gioi gli ha dedicato e riservato uno spazio a suo nome nella Biblioteca Comunale.

Il ricordo di Domenico Chieffallo, deceduto nel 2017, resta indelebile nel territorio e a tal proposito il Comune di Agropoli ,nell’anno 2020, ha intitolato a suo nome una piazza nello spazio antistante al Liceo Scientifico.

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