Cilento

Agropoli: oggi gazebo del Partito Comunista

Intervista al responsabile regionale Gennaro Nenna

Arturo Calabrese

4 Luglio 2020

È piccola la realtà del Partito Comunista in Campania, ma gli iscritti sono forti e tante sono le battaglie che portano avanti. Il partito sarà quest’oggi in piazza ad Agropoli, a partire dalle 18.00, per esporre il proprio programma, farsi conoscere e iniziare a gettare le basi per la nascita di un comitato cilentano. Gennaro Nenna, responsabile regionale per la Campania, è a conoscenza delle emergenze del territorio e si dice al fianco dei cilentani per l’ottenimento dei propri diritti.

Gennaro Nenna, cominciamo dal principio. Alle prossime regionali il Partito Comunista ci sarà?

Non parteciperemo alla tornata elettorale con nostri candidati. L’iter per presentare le liste è complesso e, nonostante le indicazioni governative, la Regione Campania non ha recepito le linee guida per semplificarlo. De Luca non era tenuto ad abbassare il tetto di firme necessarie, ma nulla è stato fatto. Non ci schiereremo perché nessuno dei candidati esprime la politica che vogliamo.

Ciò vuol dire che l’amministrazione De Luca è da bocciare?

Certo! Come è stata negativa quella di Stefano Caldoro. Dopo 10 anni, dobbiamo assistere al terzo duello tra i due contendenti, nessuno dei quali ha brillato. Entrambi hanno ucciso la Regione sotto diversi aspetti e se oggi ci troviamo un tasso di spopolamento altissimo, è colpa di politiche e decisioni scellerate.

Tra i problemi del Cilento, vi è senza dubbio quello legato alla sanità. Oggi sarete ad Agropoli con un banchetto per parlare ai cittadini; il discorso verterà anche sulla questione ospedale?

Da lontano seguo le sorti del Cilento, territorio a me caro. So delle promesse fatte dal governatore nel 2015, nel 2017 e ancora oggi, a pochi mesi dalle elezioni. De Luca è bravissimo nel gioco delle tre carte, ha portato la sanità campana fuori dal commissariamento, è vero, ma per uscire da quella crisi ha dovuto operare tagli su tagli. Agropoli è uno dei simboli di questo scempio, ma posso citare anche i punti nascita di Polla e Sapri. Negli anni, le unità lavorative sono state ridotte di oltre 45mila unità e tanto basta per far capire come la cosa pubblica viene gestita, in favore di quella privata.
Si spieghi meglio… Alcune cliniche private hanno l’appalto per i parti, in collaborazione col pubblico. Se la privata, però, non raggiunge un certo numero di nascite all’anno, non accade nulla. Se a farlo è la struttura pubblica, la si deve chiudere. Ancora una volta a guadagnare sarà il privato.

Quale sarà il ruolo del PC nella politica campana?

Dobbiamo costruire un presupposto per poter dire la nostra. Ripartiamo dalla gente e dai territori, dai piccoli centri, dalle famiglie. I paesi stanno morendo e noi possiamo evitarlo.

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