Attualità

Crimini contro gli animali, ecco i dati nel salernitano

A Vallo della Lucania 8 procedimenti con 4 indagati per uccisione di animali

Comunicato Stampa

22 Novembre 2019

Rapporto Zoomafia 2019”, in Campania 773 procedimenti in corso con 510 indagati per crimini contro gli animali. Traffico di cuccioli, corse clandestine di cavalli e doping, combattimenti, “Cupola del bestiame”, macellazione clandestina, contrabbando di fauna esotica e pesca illegale: questi i filoni della Zoomafia in Campania. Questi sono i dati presentati in un convegno a Nola, dall’Osservatorio Zoomafia della LAV, relativi dell’ultima edizione del Rapporto Zoomafia LAV relativi alla Campania.

Combattimenti tra cani, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, traffico di cuccioli: sono questi i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2019 “Vent’anni di Antizoomafia”, redatto dal dottore Troiano. Il Rapporto, alla sua ventesima edizione, analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2018. L’edizione 2019 del Rapporto Zoomafia ha avuto il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. “La Campania si conferma, purtroppo, tra le regioni più a rischio criminalità zoomafiosa. – sostiene Ciro Troiano – I profitti economici legati allo sfruttamento criminale degli animali rappresentano una fonte di guadagno importante per i vari gruppi di delinquenti dediti a tali traffici. Gruppi che estendono la loro azione criminale anche in altre regioni, si pensi al traffico di cuccioli, ai combattimenti tra cani o alle corse clandestine di cavalli”. I dati delle Procure di Salerno e Vallo della Lucania L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie, e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2018, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. “Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale – spiega Troiano – si può stabilire che nel 2018 in Campania sono stati registrati 773 procedimenti (il 7,94% di quelli nazionali), con un tasso di 13,24 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 510 indagati (l’8,74% di quelli nazionali), con un tasso di 8,73 indagati ogni 100.000 abitanti. In pratica ogni 11 ore circa è stato aperto un fascicolo per reati a danno di animali, con una persona indagata ogni 17 ore circa”.

In particolare, per quanto riguarda le Procure Ordinarie:
Salerno: 23 procedimenti con 7 indagati per uccisione di animali; 21 procedimenti con 16 indagati per maltrattamento di animali; 4 procedimenti con 4 indagati per uccisione di animali altrui; 11 procedimenti con 6 indagati per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura; 14 procedimenti con 14 indagati per reati venatori o contro la fauna selvatica. In totale nel 2018 sono sopravvenuti 73 procedimenti con 47 indagati. Rispetto al 2017 c’è stata una diminuzione del -16% dei procedimenti (da 87 a 73) e del 19% degli indagati (da 58 a 47).

Vallo della Lucania: 8 procedimenti con 4 indagati per uccisione di animali; 13 procedimenti con 5 indagati per maltrattamento di animali; 4 procedimenti con 1 indagato per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. In totale nel 2018 sono sopravvenuti 25 procedimenti con 10 indagati. Rispetto al 2017 i procedimenti sono aumentati +14% (da 22 a 25), e gli indagati del +25% (da 8 a 10).

“Bisogna considerare che in generale sono di più i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco meno del 30 per cento, e di questi solo la metà si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati – continua Troiano. L’auspicio è che una accresciuta consapevolezza e conoscenza di questi fenomeni illegali, possa favorire una attività investigativa e di contrasto sempre più efficace, perché il radicarsi dei fenomeni zoomafiosi nella società, o in aree di essa, è una minaccia purtroppo reale”. Nel 2018, secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, ai sensi del regolamento delle sostanze proibite, 10 cavalli che correvano in gare ufficiali in Campania sono risultati positivi a qualche sostanza vietata. Acido Salicilico, Cobalto, Diossido di Carbonio (TCO2), Idrossimepivacaina, Ketoprofene, Methenolone, Testosterone, Xilazina e 16 Beta Idrossi Stanozololo (metabolita Stanozololo): queste alcune delle sostanze trovate nei cavalli da corsa in Campania. Nella regione è molto attivo il traffico di cuccioli dall’Est. Diverse inchieste e sequestri hanno individuato vere e proprie centrali di importazione e smistamento di cani. Si tratta di strutture e personaggi nevralgici per il traffico con collegamenti nazionali ed esteri. Migliaia i cani che vengono trafficati ogni anno. Diversi i processi, sebbene nel 2018 non siano state registrate notizie di reato per tale fenomeno. Armi clandestine, mezzi vietati, caccia a danno di specie protette o in periodo non consentito, traffico di fauna selvatica, furto venatorio, sono solo alcuni dei modi in cui viene esercitato il bracconaggio nella regione. La cattura e il traffico di uccelli rivestono i caratteri di attività pianificata e organizzata. Tra le zone più a rischio bracconaggio si contano le isole, la Terra dei Mazzoni, il Litorale Domitio, la Penisola Sorrentina, il Cilento, la Piana del Sele. Infiltrazioni malavitose anche nel comparto ittico, nella pesca di frodo e nel controllo dei mercati. Raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, pesca illegale di tonno rosso e pesce spada, impianti di mitilicoltura abusivi, frutti di mare raccolti in acque inquinate, sono solo gli aspetti più noti dell’illegalità nel settore della pesca in Campania. In ambito zootecnico si registrano mattatoi abusivi, animali allevati senza documentazione, bovini non iscritti all’anagrafe e sprovvisti di marche auricolari, assenza dei registri di carico e scarico dei medicinali, aziende zootecniche e allevamenti sequestrati. In provincia di Salerno è presente il problema dei bovini vaganti lasciati abusivamente a pascolare senza controllo. Sono state svolte diverse iniziative coordinate dalla Prefettura in tal senso.

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