Cilento

Chiusura delle scuole nel Cilento: ecco le ragioni dei comuni

Sindaci dispongono la chiusura delle scuole. Scoppia la polemica per le motivazioni alla base dei provvedimenti dei sindaci

Ernesto Rocco

10 Settembre 2022

Chiusura scuole

In principio erano state Centola, Pisciotta e Camerota a disporre la chiusura delle scuole. Il rinvio del ritorno in aula è stato motivato dall’alto flusso turistico in città, e dai possibili disagi che ne sarebbero derivati. Per gli alunni delle scuole delle frazioni costiere e rispettivi genitori, infatti, raggiungere le scuole, districarsi tra il traffico dovuto alle maggiori presenze sul territorio e trovare parcheggio, poteva significare andare incontro a disagi. Così si è scelto di rinviare il suono della campanella.

Chiusura delle scuole anche a Castellabate

Nella serata di ieri ha preso la medesima decisione anche il sindaco di Castellabate, Marco Rizzo. Pure lui ha sottolineando le criticità per gli studenti collegate alla presenza ancora notevole di turisti in zona.

La scelta di Capaccio Paestum e Agropoli

Diversamente da questi quattro comuni, a Capaccio Paestum ed Agropoli, la scelta di disporre la chiusura delle scuole è stata motivata unicamente dalle condizioni climatiche. Più che i disagi dovuti agli alti flussi di vacanzieri, infatti, sono le alte temperature a preoccupare i sindaci che hanno così rinviato il ritorno in aula.

Le polemiche

La chiusura delle scuole ha diviso i cittadini. C’è chi si mostra preoccupato per la salute del proprio figlio e pertanto plaude all’iniziativa dei sindaci, chi veste i panni del meteorologo e contesta l’ordinanza visto l’imminente abbassamento delle temperature, chi ancora mette in risalto i disagi che subiranno i genitori che lavorano e non hanno possibilità di accudire i propri bambini.

Il dibattito politico sulla chiusura delle scuole ad Agropoli

Nel caso di Agropoli, poi, viste le motivazioni del provvedimento, il dibattito ha coinvolto anche la politica.

«Trovo del tutto fuori luogo la decisione di posticipare l’apertura dell’anno scolastico, prevista per il giorno 13 settembre, al giorno 19 settembre – il commento dell’esponente di minoranza Raffaele PescePrendo atto che l’unica motivazione della scelta sia quella del “protrarsi delle alte temperature”.
Non mi risulta che in paesi che vivono più di noi questo disagio, si sia optato per un posticipo. Non mi risulta altresì che tali temperature rappresentino un pericolo certificato dalla protezione civile. Reputo tale scelta l’ennesimo disservizio dell’ente comunale, così come rappresentato, in danno agli alunni ed alle famiglie».

Sulla chiusura delle scuole è critico anche il consigliere Elvira Serra: «Dobbiamo dare più giorni all’istruzione. Il peggior errore dei nostri tempi è l’ignoranza e non è colpa dei ragazzi se non abbiamo scuole disagevoli che non riescono a garantire né il caldo, né il freddo. Muoverò la mia protesta agli organi competenti. I padri e le mamme che lavorano hanno bisogno delle scuole aperte. Chiudere per il caldo mi sembra una decisione non favorevole per i cittadini», ha detto.

Per l’amministrazione Mutalipassi è la seconda polemica relativa alla scuola. In questi giorni anche i genitori di alcuni studenti della scuola dell’infanzia Mozzilo avevano annunciato di essere pronti alla protesta per la decisione di trasferire una classe dall’istituto di Piazza Mediterraneo al centro. Il rinvio dell’apertura della scuola ha evitato anche la protesta.

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