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Rave party, dopo Valentano anche nel Cilento: rabbia dei residenti

La denuncia

Redazione Infocilento
23 Agosto 2021
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CILENTO. Ma quale virus, Green Pass, distanziamento, mascherine e lockdown: facciamo un Rave party! Dopo quello nel Comune di Valentano, la tenuta intorno al lago di Mezzano nel viterbese, che ha devastato un’azienda agricola, provocato un morto, danneggiato le attività turistiche, se ne è aggiunto un altro. Siamo nel bellissimo Cilento, provincia di Salerno, intorno alle aree protette del fiume Calore, corso d’acqua così cristallina, dall’azzurro al verde smeraldo, che qualche anno fa è stato eletto “fiume più pulito d’Europa”. Il caso è stato sollevato da affariitaliani.it, in un articolo a firma di Antonio Amorosi.

L’articolo prosegue:

“Si ripete da 4 o 5 anni sotto gli occhi di tutti, qualcuno protesta ma si va poco in là” racconta Maurizio, un abitante della zona. Sul fiume ci vive tutto l’anno la lontra, ma anche specie ittiche rare come il barbo, l’alborella meridionale, il vairone, uccelli come il nibbio reale, il lanario, il falco pellegrino, il gufo reale, il succiacapre, il martin pescatore, la ghiandaia marina.

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Al “dum, dum, dum, dum” delle casse che sparano la musica a volumi impossibili e per tutta la notte, la reazione degli animali è prevedibile come quella degli abitanti della zona che raccontano di aver visto: “sballati” con ogni tipo di sostanza che si aggirano lungo le rive, gente che fa sesso sul ciglio del fiume a ogni ora ma anche alcool e viveri ovunque e chi più ne ha più ne metta. Un raduno di persone che arriva da tutta Italia. “L’altra sera vi erano almeno un centinaio tra auto, camper, tende”, racconta Sergio, un altro cittadino, “…come no, ci saranno state 500 persone che ballavano, ‘stracotti’. Non puoi immaginare la ‘roba’ che gira. Sembra la terra di nessuno”.

“Ma perché, chi vive nel Comune di Altavilla Silentina sul lato della collina rivolto agli Alburni, ogni estate deve sottoporsi ad estenuanti fine settimana e oltre?”, si chiede Elvira su una pagina locale di Facebook, “che li inducono a ballare nel letto a causa del volume oltremodo alto delle feste organizzate sul fiume? È tutto normale?”. “Me lo chiedo anche io”, risponde Anna, “ma a quanto pare è tutto normale, perché ogni anno è la stessa storia!”. Un ristorante, un bar, un museo o un’attività regolare rischiano ogni momento di essere sottoposti a sanzioni economiche a causa dei protocolli Covid, con il Rave party il rischio sembra scampato. E per organizzarne uno sembrano non servire il rispetto di tutte le norme di sicurezza, sanitarie e ambientali che valgono per i comuni mortali.

Per sommi capi la tecnica è questa: i Comuni del salernitano interessati per ora sono almeno 5, Altavilla Silentina, Serre, Controne, Castelcivita, Postiglione, attraversati o a ridosso del fiume Calore. I partecipanti al rave si accampano in un punto del fiume di un primo Comune, fanno il loro casino totale e di giorno si vedono arrivare chi protesta, guardie ecologiche, vigili, forze dell’ordine, eccetera. In alcuni casi hanno “affittato” un terreno da un privato in via informale, altre volte il terreno è pubblico e lo occupano. Il giorno dopo qualcuno cerca di ripulire anche se i preservativi, i rifiuti, la plastica e i frigoriferi restano come ricordo tra gli anfratti e il greto del fiume. Dopo le “visite” la comunità del rave si sposta nel Comune vicino, in un altro terreno e la situazione si ripete, identica al giorno prima. Il viaggio da una sponda all’altra del fiume va avanti per una decina di giorni. E tutto fila liscio.

Luigi Carrozza dell’associazione di sicurezza ambientale ANPANA ad Altavilla: “È qualcosa che non si deve fare, è illegale, poi con il Covid figuriamoci… Sul fiume c’è immondizia, plastica, di tutto. Indescrivibile e grave. Abbiamo denunciato ma non capisco perché non finisca. C’è anche il problema della gente che chiama l’associazione dopo che il rave si è chiuso. Ma come si fa!? Però ieri sera probabilmente hanno finito”.  Ma il giorno dopo siamo punto e a capo: un’altra notte di fuoco e gli abitanti protestano. “Io, suo vicino di casa, tra il 21 e il 22 Agosto, tra le 3 e le 4,” scrive Mario esasperato rispondendo ad una lettrice, “ho chiamato due volte i carabinieri. Due sono le ipotesi: suonano senza permessi o vanno oltre l’orario consentito. Non capisco a volte suonano sul lato altavillese a volte sul lato di Postiglione. Responsabili per le autorizzazioni sono i sindaci. Parlando con quello di Postiglione dice che succede sul lato altavillese. Uno Stato serio oltre a non dare i permessi fino all’una, ipotizzo, interveniva con arresti di massa. Siamo uno Stato serio?”

Abbiamo chiamato Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, area protetta attraversata dal fiume Calore, che è esterrefatto: “Lo sto apprendendo adesso per la prima volta. Non ci è arrivata nessuna segnalazione. È grave”. Anche dopo 5 anni? “No, nessuna. Farò immediatamente una nota, avvertendo i Carabinieri e i Carabinieri Forestali di fare un approfondimento. Ogni paese ha delle aree protette dal Parco ma non tutte, sul resto incidono i sindaci. Comunque questa dei rave lungo il Calore è un’iniziativa che oltre ad essere in totale contrasto con la situazione che stiamo vivendo (il Covid, ndr) è in contrasto totale con il contesto naturalistico, ambientale e paesaggistico”.

Per adesso siamo a 500 partecipanti con danni ancora relativamente contenibili ma se le condizioni sono queste inevitabilmente crescerà il numero di partecipanti con un tam tam sui social e nella rete. Ci vediamo l’anno prossimo. Valentano docet.

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