Lettere al direttore

Il marchese Del Grillo,al capone e Jep Gambardella

Lettera aperta al senatore Matteo Renzi

Roberto Scola

1 Maggio 2020

Carissimo Senatore della Repubblica Italiana MATTEO RENZI

Ieri ho ascoltato con attenzione il suo discorso al Senato ,in un primo momento  mi sembrava degno di un Salvini qualsiasi, di un leader al tramonto che non sa più parlare nemmeno a se stesso. Figuriamoci al Paese. La sua arroganza è pari solo alla sua megalomania. Mi fa poca pena. Tanta rabbia. Nel Suo discorso ho trovato tre attori straordinari, tre registi favolosi, tre film da non perdere nella cineteca della vita. All’inizio Lei sembrava Alberto Sordi nel  Marchese del Grillo: “Mi dispiace, io so’ io ,e voi non siete un cazzo!” ,quando gonfio in petto sviscerava le Sue proposte ,quando rivolgendosi al Presidente del Consiglio, ricordava ad un Professore di Diritto che non si consentono le libertà costituzionali. Le libertà si riconoscono. E’ arrivato il grande studioso con il Suo inglese maccheronico, le sue sparate senza senso ,come quando più avanti ha detto: “ La gente di Bergamo e Brescia, che non c’è più, se potesse parlare ci direbbe di riaprire”. Non si scherza con i morti, con la vita che se ne va. Una battuta, se così si può definire, infelice .In questo ordine, Lei mi ha ricordato il Toni Servillo ne : “La Grande Bellezza” di Sorrentino ,quando alla fine del film ,il protagonista ripercorrendo la sua vita dice: “ Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito “il vortice della mondanità”. Ma Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire.Ecco! Questo è Lei. Lei non vuole avere solo il potere di far formare i governi. Lei vuole avere il potere di distruggere quei governi .In un periodo come questo è da irresponsabile. In Lei c’è una rabbia quando parla, dovuta al quel quaranta per cento perso  in pochi mesi. La verità MISTER RENZI sa qual’ è? La verità è che lei dei personaggi sopra citati assomiglia più di tutti ad  Al Capone negli : “Intoccabili” di Scorsese. Alla fine del film un magistrale Robert De Niro che interpreta Capone dice all’agente che lo ha messo alla sbarra: “Tu non hai trovato niente, tu sei solo chiacchiere e distintivo! Tu in mano non hai niente, non hai niente sei solo Chiacchiere e distintivo. Chiacchiere e distintivo. Questo è diventato. O questo è sempre stato. Lei è quello che  eletto a sinistra ha fatto le svolte più liberiste o liberticide della storia. Lei è quello che ha massacrato i diritti dei lavoratori con l’abolizione dell’articolo 18.Lei è quello che voleva fare la buona scuola….ci ha lasciato una Scuola alla buona. Adesso,  vuole vanificare sforzi ,dettare linee politiche, vuole fare quello che ha saputo sempre fare. Chiacchiere e distintivo. Lei si ricordi che nei  è a meno del tre per cento. Se cadesse questo governo, nel momento più difficile della storia repubblicana dal dopo guerra ad oggi, sarebbe semplicemente il caos più totale. La cosa che però fa ridere ,se non fosse tragica, è quello di dare del populista agli altri. Non c’è nessuno più populista di Lei. Dire adesso: “TANA …LIBERI TUTTI. Non è da tutti, è da Lei .Il governo se voleva ancora un po’ ingraziarsi il plauso della gente ,non avrebbe  detto PRUDENZA. Senatore Renzi ,il populista è Lei.

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01/05/2020

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