Lettere al direttore

Il valore della famiglia e la riflessione sull’unione emotiva nei giorni che precedono Pasqua

Rossella Tanzola

11 Aprile 2020

Quest’anno le festività pasquali non avranno certo la stessa atmosfera e lo stesso effetto degli scorsi anni. Un nemico invisibile e insidioso ha infestato le nostre vite, impedendoci di interagire con la comunità sociale ma soprattutto violando ciò c’è che di più caro e sacro ci appartiene: la libertà di spostarci. Siamo bloccati in quattro mura, costretti ad immaginare e fantasticare la realtà al di qua di una finestra o sui balconi delle nostre case, rimuginando sullo stato attuale e facendoci travolgere da sentimenti contrastanti, nella più totale incertezza sul futuro.

In questa emergenza sanitaria proviamo ad affrontare la situazione adattandoci nel modo migliore e vivendo le nostre giornate in modo tranquillo e sereno, riscoprendo il senso e l’autenticità dei pranzi che venivano svolti un tempo, senza far prendere il sopravvento alla paura e all’angoscia, che non fanno altro che abbassare le nostre difese immunitarie.

Sfruttiamo al meglio il tempo che abbiamo a disposizione godendoci i nostri cari, guardando un bel film, ascoltando musica classica o provando a meditare. Infinite sono le opportunità per impiegare le ore di una giornata che potrebbero sembrarci infinite. Da quanto tempo non facciamo altro che dire di non aver il tempo di fare il cambio di stagione, di sistemare lo scaffale di quella libreria o di rilassarci davanti ad un buon classico?

Interrogarci su quello che siamo e quello che vorremmo essere, guardandoci nel più profondo di noi stessi, avere dei punti di domanda sulla nostra vita, sulle nostre priorità. Riscoprire il vero senso religioso di questa festa, ripercorrere antichi valori di un tempo come l’umiltà e l’onesta è quello che ci suggerisce di fare Papa Francesco portandoci alla riflessione con queste parole: Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

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