Lettere al direttore

Gli altri siamo noi

Roberto Scola

1 Aprile 2020

“Non sono stato mai più solo di così
È notte ma vorrei che fosse presto lunedì
Con gli altri insieme a me per fare la città
Con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
Come fiori quando si risvegliano, si rivestono….”

Non è solo il titolo di una bellissima canzone dei ruggenti anni ’90 che affrontava temi sempre di attualità quali il razzismo e l’integrazione ,la caduta dei muri e dei pregiudizi .E’ una filosofia di vita .Nel nostro tran-tran quotidiano, spesso pensiamo che le cose belle o brutte accadono agli altri. Mai a noi. Così noi Italiani, quando vedevamo  le immagini scioccanti di quello che accadeva in Cina ,pensavamo ad una terra lontana, a Marco Polo, alla Via della Seta ,pensavamo che saremmo scampati  a tutto questo. Noi però avevamo almeno l’alibi della lontananza dalla Cina, ma gli altri Paesi Europei che ridevano e scherzavano in un primo momento dei nostri guai,non hanno potuto rivendicare nemmeno questo. Abbiamo fatto da cavia ,ma tutto è stato invano, salvo ripensamenti dell’ultima ora. L’Europa non è stata all’altezza dei suoi Padri fondatori: De GasperiSchuman e Adenauer  che dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale immaginarono un mondo nuovo di pace e prosperità. Oggi si staranno rivoltando nelle loro tombe…vedendo chi ha preso il loro posto. Rileggo un libro, sul quale mi sono formato nei miei anni di studi post universitari: “L’Unità Europea. Rapporto sull’Integrazione Europea 2003. A cura di Giuseppe Vacca. Edizioni Dedalo”. Nel libro si parlava di :“carenza di leaderschip  progettuale….i politici più che la politica sono sotto scacco della stampa e dell’opinione pubblica interna ai loro paesi…senza una visione strategica complessiva…senza dare un senso comune ad interessi particolari…ognuno con il loro egoismo e personalismo.” Mi vengono i brividi. Un libro che lascia senza  parole per attualità di pensiero e azione. Sembra scritto la settimana scorsa. Così tutto è chiaro. Non è bastato il ritorno di Mario Draghi. Né il bilancio, sempre più pesante, di morti e contagi che ora dall’Italia si sta allargando a Spagna, Francia, alla stessa Germania. Neanche una pandemia globale sembra poter smuovere Angela Merkel e alcune altre cancellerie del Nord, che a mettere in comune il debito sovrano dei paesi membri, o almeno di quelli che adottano l’euro, non ci pensano neanche. Mentre la casa inizia a bruciare, loro stanno a guardare. Nessuno si salva da solo cari Paesi del Nord Europa. Mi chiedo se si sfascia la moneta unica a chi venderete le vostre belle macchine, lo strudel e i tulipani? A voi l’ardua risposta. Ricordate che gli altri siamo tutti noi.

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