Lettere al direttore

Il virus spiegato a mia figlia

Roberto Scola

30 Marzo 2020

Scuole chiuse in tutta Italia, gite scolastiche sospese, maestre e compagni di classe che iniziano a mancare; mancano i giochi, la ricreazione, il suono di campana in entrata e in uscita ;ma come spiegare il coronavirus ad una bambina di sei anni? Ho provato a ricercare quanto più possibile .

Il web è pieno di ogni consiglio, che come tutto quello che circola su internet va sempre preso con le pinze. Dalle rassicurazioni iniziali a quello di raccontare le cose in modo comprensibile, dai sistemi di protezione da utilizzare a quello di stigmatizzare in ogni modo le discriminazioni razziali(chi ha portato il virus? ).Spiegare tutto questo ad una bambina di sei anni è difficile.

Le domande poste sono infinite. Sembra di essere ai corsi base di giornalismo, quando si impara a scrivere un articolo di cronaca. Woh? Chi? .Quali sono i soggetti, i protagonisti, i responsabili?.

What? Che cosa?. Cosa si deve fare o è stato fatto?.When? Quando? Quando è avvenuto o dovrà avvenire l’evento?  Where? Dove? Qual’ è il territorio, lo spazio, l’ambito in cui ci si muove? Dove siamo, da dove partiamo, dove andiamo?  Why? Perché ? Qual’ è lo scopo, la finalità di tutto ciò? Queste sono le domande che solo i  bambini sanno fare. Nella loro naturale ingenuità, i bambini provano a capire le risposte di noi adulti,  scavano nell’anima e nelle conoscenze di ognuno di noi, a volte sperano solo in un futuro certo ,quello dell’abitudine o solo della normalità. Le domande più frequenti: “Quando torneremo a scuola?, Quando andremo nuovamente in palestra? Papà, ma d’estate andremo al mare? .Non lo so .Nessuno lo sa. In  tutto questo marasma di cose , penso che per spigare il virus ai bambini  si può ricorrere solo alla Storia. Maestra di vita .Sempre. Racconto alla mia piccola la presa di Bisanzio da parte dei Turchi a scapito dei Cristiani nel 1453, rimaneggio un po’il tutto con la fantasia. La battaglia si svolgeva tra le due porte della città; nessuno dei contendenti riusciva ad entrare ed uscire da quelle due porte, per giorni e giorni interi, si combatteva ad oltranza, nessuno però aveva la meglio sull’altro. Ad un certo punto ,i Turchi si accorsero di una porticina laterale, quasi invisibile che i Cristiani avevano lasciata aperta per i rifornimenti alimentari. Entrarono da quella porta… e presero Bisanzio. Per troppi anni con la globalizzazione abbiamo lasciato Porte e portoncini aperti. Il virus è entrato da lì , sta prendendo il nostro mondo proprio come fecero i Turchi con i Cristiani a Bisanzio. Si sta diffondendo ,ma per evitare tutto ciò gli uomini decisero per un po’di tempo di non uscire di casa. Quindi cara Maria Francesca  restiamo a casa.

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