Lettere al direttore

‘ A Livella

Roberto Scola

27 Marzo 2020

Solo i grandi artisti e i grandi intellettuali guardano il mondo prima degli altri. Vivono nel presente ,ma sanno prevedere il futuro, tutto questo ,perché conoscono bene il passato. Degli uomini, specialmente nei momenti di difficoltà ,sanno tutto; vizi e virtù, passioni e amori, proverbi e peccati. Cosi’, provo a immaginare il Principe Antonio de Curtis in arte Totò, nell’apprendere la notizia della positività  al coronavirus del Primo Ministro Inglese Boris Johnson e nell’augurargli con una lettera, una pronta guarigione:

Eccellentissimo Primo Ministro di Sua Maestà del Regno Unito BORIS  JOHNSON

Ho letto molto di Voi sul giornale, Voi siete quello che davanti al covid-19  ha parlato di  “selezionare la specie”, voi siete quello che ha parlato di “immunità di gregge”. Io sono un umile attore, ma sono NOBILE soprattutto d’animo, non mi piace proprio come Vi siete comportato. Vi volevo dire che l’’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’epidemia di Covid-19,è  una pandemia. Sapete che cos’è? Voi  che siete laureato in Lettere Classiche, niente poco di meno che a Oxford. Pan significa tutto , demos significa popolo. Tutto il popolo è coinvolto. Di tutto il mondo. I confini nazionali non hanno alcun valore. È chiaro che il numero di persone infette da Covid-19 nel Regno Unito sta crescendo rapidamente come in altre parti del Mondo. Voi…. pensate che non vi accada! Da oggi siete isolato anche Voi! Avete beccato il coronavirus! Noi napoletani che siamo buoni , amiamo gli inglesi ,amiamo il vostro amplomb (Stile), Vi auguriamo una sincera e profonda guarigione, Vi auguriamo di riposarvi a lungo, di lasciare la guida della vostra Nazione a chi è più umano di Voi. Con questo Vi dedico gli ultimi versi di una poesia A’ Livella che ho scritto…. many years ago(tanti anni fa),la pandemia è comme a morte na’ livella.

 

‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!

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