Cilento

Bullismo all’Ancel Keys: disabile schiaffeggiata e derisa. Il video on line

Video realizzato in classe e poi pubblicato sui social: la mamma denuncia il caso ai carabinieri

Carmela Santi

7 Novembre 2019

Picchiata, derisa ed umiliata sui social. Vittima una ragazzina diversamente abile. L’ennesima storia di bullismo, anzi di cyberbullismo, arriva dall’istituto alberghiero Ancel Keys di Vallo Scalo. Rebecca, la chiameremo così per tutelare la sua identità, ha 14 anni. Sin dalla nascita soffre di un ritardo. È diversamente abile. Come tutti i suoi coetanei si è iscritta al primo anno delle scuole superiori. I genitori hanno scelto l’istituto alberghiero che porta il nome del padre della Dieta mediterranea. La mamma di Rebecca ha affidato sua figlia alla scuola perché come tutti i ragazzi ha diritto a proseguire il suo percorso di studi. La donna non avrebbe mai immaginato di dover vedere invece sua figlia schiaffeggiata e derisa da alcuni suoi compagni di classe.

La scena è stata ripresa con un cellulare da uno dei bulli, tutti compagni di classe e coetanei di Rebecca. Il video realizzato è stato postato su tutti i social. I bulli hanno voluto condividere la loro azione con decine, centinaia, migliaia di altri ragazzi. È stata una coetanea di Rebecca iscritta nella stessa scuola a far vedere per prima il video alla mamma. La ragazza indignata dall’azione dei compagni non ha esitato ad infornare i genitori. Nel video è ripresa tutta la scena Rebecca é seduta tra i banchi. Dinanzi e di fronte a lei un gruppetto di ragazzi che ridono. Ad un certo punto uno si avvicina alla ragazza per schiaffeggiarla. Nel video è ben visibile che Rebecca cerca di difendersi dai compagni “cattivi”.

Dopo il primo schiaffo ricevuto in testa, la ragazza alza le mani in segno di difesa, poi arriva la seconda sberla e i compagni iniziano a ridere. Una scena in cui la ragazza viene derisa ed umiliata. Non appena il video è arrivato all’attenzione dei genitori, la mamma, come prima reazione è andata a scuola, si è rivolta alla dirigente scolastica, ha chiesto spiegazioni. Amareggiata ed arrabbiata voleva sapere perché tanta cattiveria nei confronti di sua figlia, e soprattutto come è stato possibile consentire ai ragazzi di trattare così la 14enne.

La donna ha atteso per qualche giorno una risposta e soprattutto un’azione forte da parte della dirigenza dell’istituto nel confronti dei ragazzi coinvolti. Ha detto che avrebbe aspettato fino a lunedì. Nulla è accaduto così ieri mattina si è decisa a presentare formale denuncia ai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania diretti dal capitano Annarita D’Ambrosio. La donna ha messo tutto nero su bianco, spiegando ai carabinieri che cosa è accaduto a sua figlia mentre si trovava in classe nell’Istituto Alberghiero Ancel Keys. Sarebbero stati quattro in tutto i ragazzi coinvolti nell’atto di bullismo tra di loro forse anche chi lo ha postato sui social.

Il video dopo l’intervento della mamma è stato subito rimosso ma la vicenda nei corridoi dell’istituto e tra i ragazzi ormai è di domino pubblico . La ragazza vive in un paesino nei pressi di Vallo Scalo, la famiglia è conosciuta da tutti. Brave persone, onesti lavoratori che con sacrifici stanno crescendo Rebecca e il fratello. La brutta storia è arrivata anche all’attenzione della comunità locale in cui vive la famiglia di Rebecca. Il prete del paese ne avrebbe parlato durante l’omelia della messa di domenica scorsa “un caso di cyberbullismo – avrebbe detto – su cui tutti dobbiamo riflettere “.

La mamma ha chiesto l’intervento della scuola ed ha presentato denuncia ai carabinieri perchè il gesto dei compagni di classe non può e non deve passare inosservato. “E stato mortificante – dice la donna – vedere mia figlia picchiata, derisa e messa alla gogna su tutti social, quando mi hanno fatto vedere il video non ho potuto trattenere le lacrime”. Gli episodi di bullismo e di cyberbullismo purtroppo sono sempre piu frequenti. La cattiveria o la superficialità di alcuni ragazzi purtroppo si scaglia contro alle persone più indifese e bisognose di attenzione.

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