Cilento

Caso Mastrogiovanni, nuovo esposto in Procura

Si punta a far luce sull'attività dell'Asl Salerno

Carmela Santi

5 Luglio 2018

Francesco Mastrogiovanni

Finisce in un nuovo esposto – denuncia presentato ai Carabinieri di Vallo della Lucania la morte di Francesco Mastrogiovanni.

Dopo la sentenza di condanna per medici ed infermieri arrivata anche dalla Corte di Cassazione, i familiari e i legali del maestro di Castelnuovo Cilento chiedono che vengano accertate le responsabilità dell’Asl e quindi dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dove Mastrogiovanni è morto dopo quattro giorni di trattamento sanitario obbligatorio.

Nel processo di primo e secondo grado e nel giudizio celebrato in Cassazione l’Asl di Salerno ha mantenuto una posizione giuridica “ibrida” che “sfiducia lo Stato e quindi tutti noi”, si legge nell’esposto presentato dall’avvocato Loreto D’Aiuto familiare del maestro e legale della famiglia Mastrogiovanni nel terzo grado di giudizio. I dipendenti dell’Asl che per circa quattro giorni sequestrano Francesco “non lo curarono, non lo nutrirono, gli tolsero la dignità di uomo e lo accomunarono alla morte”. Nel processo l’Asl ha nominato due difensori per difendere le due posizioni distinte di responsabile civile, chiamata dagli eredi Mastrogiovanni, e parte civile contro i medici. Nel processo i dirigenti del San Luca, tra cui l’allora direttore sanitario, sono stati sentiti come testi a discarico degli imputati dipendenti.

“L’Asl – ricorda l’avvocato D’Aiuto – ha rifiutato qualsiasi dialogo con la famiglia Mastrogiovanni, anche dopo la sentenza di secondo grado ha disdetto con una telefonata un appuntamento con lo studio legale. Quale ente pubblico attraverso i suoi organi amministrativi aveva invece il dovere di fare una indagine interna, aveva il dovere di mettere a disposizione dell’Autorità giudiziaria i fatti acquisiti con i suoi mezzi di indagine”.

Considerata la contenzione e la conseguente morte di Mastrogiovanni nell’esposto si chiede alla Procura della Repubblica di Vallo di accertare se “l’Asl fece o non fece una indagine interna, se ha mai deliberato la contenzione dei pazienti e sulla base di quali prove in suo possesso non ha mai voluto dialogare con i familiari Mastrogiovanni”.

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