Cilento, crisi del settore castanicolo: un altro comune chiede lo stato di calamità naturale

Cilento, crisi del settore castanicolo: un altro comune chiede lo stato di calamità naturale. E' crisi sul territorio

Di Redazione Infocilento

Cinipide del castagno e condizioni atmosferiche hanno compromesso le coltivazioni

ORRIA. Si allunga la lista dei comuni che hanno chiesto lo stato di calamità naturale per la crisi del settore castanicolo. Insieme a Stio e Rofrano anche la giunta comunale di Orria e quella di San Mauro La Bruca, guidate rispettivamente  dai sindaci Mauro Inverso e Francesco Scarabino , hanno fatto voti alla Regione Campania e alla Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo affinché sul territorio venga dichiarato lo stato di calamità naturale. I problemi alle coltivazione sono sorti a causa di un insetto, il cinipide, ma anche delle avverse condizioni atmosferiche di quest’anno. “La situazione è preoccupante – evidenziano dai comuni – e mette a rischio una risorsa che da sempre è stata fondamentale per il territorio di questo comune sia da un punto di vista produttivo che culturale, storico e gastronomico”.

Secondo i dati di Confagricoltura il Cilento è uno dei territori maggiormente colpiti dal cinipide del castagno e quella 2016 sarà l’annata peggiore per il raccolto di questo frutto.

Il cinipide del castagno o cinipide galligeno del castagno o vespa del castagno è un insetto fitofago dell’ordine degli imenotteri detto galligeno perché induce la comparsa di ingrossamenti tondeggianti detti galle su germogli e foglie delle piante colpite nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Esso è originario della Cina ed è arrivato in nord Italia a partire dai primi anni 2000. Il Ministero per le politiche agricole negli anni ha tentato di combatterlo biologicamente, attraverso un altro insetto, il Torymus sinensis. Fin ora, però, i risultati non sono stati del tutto soddisfacenti. Sul caso è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare.

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