Cronaca

Blitz della Guardia Costiera, scoperta discarica illegale

CASTELLABATE. Durante questo fine settimana gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Agropoli, in cooperazione con la Sezione di P.G. di Vallo della Lucania del Corpo, congiuntamente al personale ispettivo dell’ARPAC, nonché personale del Comune di Castellabate, hanno accertato che nel Comune di Castellabate, in un’area complessivamente qualificata di 10.000,00 mq., due soggetti avevano realizzato una discarica abusiva senza le previste autorizzazioni e con inquinamento del suolo ove risultavano distribuiti i rifiuti.

Comunicato Stampa

10 Maggio 2015

CASTELLABATE. Durante questo fine settimana gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Agropoli, in cooperazione con la Sezione di P.G. di Vallo della Lucania del Corpo, congiuntamente al personale ispettivo dell’ARPAC, nonché personale del Comune di Castellabate, hanno accertato che nel Comune di Castellabate, in un’area complessivamente qualificata di 10.000,00 mq., due soggetti avevano realizzato una discarica abusiva senza le previste autorizzazioni e con inquinamento del suolo ove risultavano distribuiti i rifiuti.

Nello specifico sono stati rilevati rifiuti misti di vario genere quali: autoveicoli vari, di cui numerosi fuori uso, con distribuzione al suolo di parti di motori non bonificati e contenenti ancora oli esausti, liquidi idraulici, parti di carrozzeria, pneumatici, tessuti vari costituenti sellerie dei veicoli, nonché le relative coque, batterie esauste contenenti acidi, rifiuti plastici.

Complessivamente sono stati rinvenute abbandonate dodici unità da diporto, due gommoni pneumatici, un acquascooter e una moto da neve.

Una parte del materiale rinvenuto risulta classificabile come rifiuto speciale pericoloso.

Tutti i rifiuti, che occupano una superficie complessiva di circa 10.000,00 mq. sono stati poggiati direttamente sul nudo terreno senza che fosse predisposta alcuna forma di protezione delle matrici ambientali, suolo o sottosuolo, nonché senza alcun sistema di regimentazione delle acque in caso di pioggia con potenziale pericolo della falda acquifera e dell’ambiente marino a causa della vicina presenza di un corso d’acqua.

L’area è risultata complessivamente destinata ad uso agricolo e ricade nella zona C1 del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, ovvero destinata a stato di conservazione con divieto di realizzare opere alcune, nonché vincoli paesaggistici D.lgs 42/2004.

Tutte le opere insistenti sull’area in questione sono risultate completamente abusive sotto ogni profilo edilizio, ambientale e paesaggistico.

Sull’area insistono tre tettoie in lamiera e due capannoni in lamiera, nonché un manufatto prefabbricato con materiali misti.
Per tutte le motivazioni sopra indicate è scattato a carico degli autori dei reati il deferimento all’A.G.

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